La corte

LA CORTE RINASCIMENTALE

In seguito al sempre maggiore sviluppo economico, sociale e politico delle città e alla rinascita del mecenatismo, avviene la formazione delle prime corti, un fenomeno che interesserà l’Italia per i successivi secoli. La corte è composta di un gruppo di letterati e artisti che si dedicano alla realizzazione di opere commissionate dal principe che li ospita. L’ambiente è sfarzoso ed edonistico e gli artisti sono liberi, grazie ai mezzi concessi dal signore, di esprimere al massimo la propria arte. E’ questo il contesto storico in cui vengono concepite le maggiori opere realizzate nel Rinascimento. Fra le più produttive corti italiane ricordiamo quella medicea di Firenze, quella montefeltrana di Urbino, quella sforzesca di Milano e quella malatestiana di Rimini, che analizzeremo in seguito. Tra il signore e i suoi cortigiani si instaura un rapporto di fedeltà e devozione da una parte e di protezione dall’altra; è frequente che i prediletti del principe diventino suoi fidati consiglieri, sia in ambito artistico che politico, e talvolta militare. Le arti figurative sono solo uno dei tanti oggetti di interesse di chi fa parte della corte: infatti ci si dedica anche a discipline quali la poesia, la trattatistica, la retorica e la musica.

LA CORTE DI SIGISMONDO

Per quanto riguarda la corte riminese, il primo ad invitare letterati, pittori e scultori al proprio palazzo è Sigismondo. Egli ha intenzione di creare una corte unita e duratura, del tutto orbitante attorno alla sua figura. Il desiderio di essere ricordato ossessiona infatti il signore, che spinge ogni cortigiano ad impegnarsi nella produzione di sculture, dipinti, medaglie e ceramiche che riconducano a lui o alla sua dinastia, talvolta anche attraverso la riproduzione di simboli familiari. Possiamo dividere i cortigiani riminesi in base al loro campo di interesse: troviamo quindi pittori, scultori, architetti, medaglisti, trattatisti, poeti, storici e filosofi. Per quanto concerne le arti figurative sono sicuramente da ricordare personaggi come Piero della Francesca, Matteo de Pasti, Agostino di Duccio, Leon Battista Alberti. Quest’ultimo ebbe grande influenza su tutti gli altri artisti, rimanendo un personaggio cardine della corte. Fra i letterati possiamo invece menzionare i poeti Basinio da Parma e Giusto de Conti, il trattatista militare e storico Roberto Valturio e il filosofo greco Gemisto Pletone. Sigismondo, signore di grande cultura, partecipa molto attivamente alla realizzazione delle opere da lui commissionate; stringe stretti rapporti con tutta la corte, in particolar modo con l’Alberti, che è alla guida della realizzazione del Tempio Malatestiano e con Roberto Valturio e Giusto de Conti, che diventano suoi consiglieri in tempo di pace e di guerra. A corte sono presenti anche dei cantori che intrattengono la famiglia del principe durante alcuni momenti della giornata. Il padre e lo zio di Sigismondo apprezzavano, ad esempio, la musica fiamminga e hanno portato a corte uno dei fondatori della scuola musicale olandese, Guillaume Dufay. Il più grande genere profano dell’epoca, molto apprezzato dal ceto nobiliare, è la straniera chanson, simile alle ballate nostrane.