I castelli

 

VERUCCHIO

Rocca del Sasso, Verucchio

Verucchio viene considerata la culla dei Malatesta sin dal XII secolo e domina la vallata del Marecchia.
Il primo signore di Verucchio è Malatesta dalla Penna e successivamente suo figlio Malatesta da Verucchio, detto il Centenario. Vi sono due rocche, una delle quali trasformata oggi in un convento di suore. L’altra è la rocca del Sasso, quella principale.

Sigismondo la fortifica nel 1449, come riportano le iscrizioni, aggiungendo una scarpa e riorganizzando le strutture intorno al grande cassero centrale. Di epoca precedente sono i sotterranei del castello e l’imponente torre quadrata.

Sigismondo perde la cittadina di Verucchio nel 1462, dopo un lungo assedio perpetrato da Federico da Montefeltro che riesce così ad inglobarla nei propri domini.Nel corso dei secoli la rocca subisce diversi rimaneggiamenti e adattamenti a seconda delle esigenze dei suoi proprietari; nel XIX secolo vi si costruisce all’interno un piccolo teatro e in quello successivo un sentiero che fiancheggia la rocca.

MONTEFIORE CONCA

Montefiore è uno dei paesi più incantevoli appartenenti alla Signoria malatestiana. La rocca, costruita su un’alta roccia con una geometrica struttura severa e imponente, dispone di visuali uniche. Alcune ricerche archeologiche avvenute nel 2006 hanno dimostrato che il castello fosse già stato realizzato intorno al 1337 da Malatesta Guastafamiglia. Concepita in origine come strumento difensivo, viene ampliata per farne una residenza. Sigismondo Pandolfo Malatesta infine la ristruttura nel XV secolo. A livello decorativo è Malatesta Ungaro ad apportare importanti modifiche: aggiunge lo stemma lapideo con il cimiero e commissiona dipinti ancora in parte esistenti come gli affreschi di Jacopo Avanzi nella Camera dell’Imperatore raffiguranti ritratti di eroi e scene belliche. La famiglia continua ad avere il dominio della struttura fino al 1458.

SANTARCANGELO DI ROMAGNA

La rocca malatestiana di Santarcangelo di Romagna viene commissionata da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447 e sorge ad un’estremità del colle tra il fiume Marecchia e Uso, insieme alla torre voluta dal suo predecessore Carlo nel 1386. Questa torre altissima viene fatta abbassare dallo stesso Sigismondo che utilizza la parte inferiore come nuova rocca; nel corso del tempo ha perso molte decorazioni ma sono ancora presenti diverse iscrizioni in latino.
Dal cortile si può accedere alla base della grande torre dove rimangono resti delle scale a chiocciola che permettevano la comunicazione fra i vari piani.
In questa stessa torre il 10 ottobre 1432 muore il giovane Galeotto Roberto Malatesta, nipote e successore di Carlo. Qui alcuni scrittori ottocenteschi ambientano l’uccisione di Paolo il bello e Francesca da Rimini.

Rocca di Gradara

GRADARA

Gradara era una proprietà allodiale, cioè derivata dall’acquisto e non dalla concessione pontificia, utilizzata dalla famiglia dei Malatesta come residenza di villeggiatura.
Pandolfo è il grande mecenate di questa reggia-fortezza situata nel Pesarese, dove invita da tutta Italia diversi artisti per farla decorare insieme alla sua dimora a Pesaro.

Nel castello rimangono ancora oggi diversi affreschi, i cui committenti non sono però i Malatesta ma gli Sforza, che prendono possesso del castello nel 1463. I reciproci assedi da parte delle due famiglie costringono ad apportare al castello una serie di restauri e innovazioni.
Il paese di Gradara è difeso da mura merlate e la rocca, di forma quadrangolare e circondata da un portico e da una loggia, è accessibile da un ponte levatoio.
Il mastio è la parte più antica, utilizzato un tempo come tribunale e prigione.
Dalla corte si accede alla cappella, e grazie a una scala cinquecentesca si arriva alle sale superiori, arredate con un mobilio più recente. Secondo una tradizione popolare questa rocca è il luogo dove si è consumata la tragedia di Paolo e Francesca.

TORRIANA E MONTEBELLO

A Torriana, chiamata fino al 1938 Scorticata, rimangono i resti di una rocca molto importante per la sua posizione strategica di controllo su tutto il territorio circostante. Insieme a Verucchio forma un fondamentale sbarramento fortificato. Della struttura originaria resta parte della rocca che occupava il colle più alto, una cisterna, parte del mastio e la porta con i due imponenti torrioni circolari. Vicino Torriana troviamo Montebello, altro borgo fortificato con un’importante rocca che Sigismondo Pandolfo Malatesta riesce a riconquistare nel 1438.