Castel Sismondo

CASTEL SISMONDO


Il castello è stato costruito su strutture più antiche e fortificate. La sua forma, alquanto irregolare, è spiegata quindi con la necessità di adattarlo al modello degli edifici precedenti di un quartiere fittamente abitato, in parte abbattuti ed in parte inglobati nel nuovo cantiere.
Si pensa che l’ideatore del progetto architettonico sia lo stesso Sigismondo, aiutato da personaggi di spicco dell’epoca, tra cui Filippo Brunelleschi.
La costruzione inizia nel 1437 grazie alla grande disponibilità di denaro del condottiero e alla sua crescente e ampia celebrità, nonostante egli avesse già probabilmente in mente di costruirlo precedentemente, e termina intorno al 1446.

L’aspetto dell’edificio è paragonabile a quello di una cittadella militare.
Interamente costruito in mattoni, esso poteva vantare la presenza di un ampio utilizzo cromatico, ormai del tutto perduto, mostrato attraverso intonaci verdi, rossi e bianchi e di stemmi, anch’essi ampiamente decorati. Sopravvive oggi una parte della fascia di maioliche raffiguranti le rose quadripetale.

Ingresso di Castel Sismondo

La struttura del castello occupa uno spazio più ampio rispetto a quello utilizzato dalle primitive case e fondazioni malatestiane. Essa infatti comprendeva anche un fossato, volto a dominare gli spazi aperti della vallata circostante e utilizzato anche per proteggersi non tanto da nemici esterni, ma quanto da eventuali rivolte della cittadinanza riminese e dagli allagamenti. L’edificio è il primo esempio quattrocentesco concepito per la difesa dalle armi da fuoco, che portò anche all’armamento della struttura con artiglierie piuttosto avanzate per l’epoca e all’acquartieramento delle milizie, garantendone l’autosufficienza alimentare. Ciò testimonia l’ampia conoscenza militare di Sigismondo.
L’edificio era anche una residenza, in quanto dimora del Signore stesso. La sua imponenza era un simbolo e una dimostrazione di potenza verso gli abitanti della città e le altre signorie, tra cui i Montefeltro, aperti nemici dei Malatesta.

Per la sua costruzione si rese necessario anche l’abbassamento del campanile della vicina cattedrale di Santa Colomba.
La forma del castello è diversa da quella originaria testimoniata dalle medaglie celebrative di Matteo De’ Pasti e nell’affresco di Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano. Una sua descrizione si trova anche all’interno dell’opera di Roberto Valturio, il De Re Militari: comprendeva un imponente cassero che dominava le mura interne e le torri dotate di merli e beccature, ma anche la cinta muraria e le torri esterne, più basse e sprovviste di base a scarpa.

Nel corso dei secoli infatti la struttura subì numerose modifiche: l’abbassamento delle torri, l’adattamento prima a magazzino del sale e poi carcere avvenuto nel 1800. Gravi danni li fecero i bombardamenti della seconda guerra mondiale che portarono alla distruzione della cinta, dei baluardi esterni e alla chiusura dei fossati.
Dell’antico arredamento malatestiano purtroppo non rimane praticamente nulla, infatti l’edificio è completamente spoglio e oggi ospita mostre e manifestazioni.